Ieri ho voluto provare ad installare Kubuntu al posto di Ubuntu. Motivo? In questo periodo ho una grande crisi di desktop environment: mi attira tantissimo l’accattivante eleganza di KDE4, ma so benissimo che in quanto usabilità non è un granchè; trovo invece Gnome un progetto che non promette novità, ma lo considero un ottimo DE, forse il migliore. Ho deciso di passare a KDE 3 per fare un pò di esperienza con questo ambiente desktop prima di passare a KDE4, aspettando che quest’ultimo diventi un ambiente usabile.


Adoro questo abbinamento di colori

L’installazione è filata via liscia e rapida, circa 15 minuti, compreso il ridimensionamento della partizione. Al primo avvio di Kubuntu ho subito notato le differenze con Ubuntu. Innanzitutto il sistema di gestione dei pacchetti non è Synaptic, ma Adept, che più o meno sono la stessa cosa; diciamo che Adept è un pò più user friendly. Konqueror con l’arrivo di Dolphin e ha perso molta importanza, però come browser è veramente ottimo: veloce e leggero! Amarok invece dopo averlo provato per soli due giorni lo considero un buonissimo player, da molti considerato il migliore per Linux, ma preferisco di gran lunga Rhythmbox. Una nota a sfavore è l’integrazione con Compiz: basta guardare quella specie di ombrette-semitrasparenti-doppio-strato-veramente-orribili-ma-tanto-non-sto-scherzando che si formano ai lati del Kmenu.

In conclusione credo che Gnome sia un filino sopra, però continuo a preferire KDE. In questo periodo poi sto seguendo con ansia gli sviluppi di KDE 4 e attendo l’uscità di una versione stabile; intanto sto provando KDE 4.1 su macchina virtuale e mi sta piacendo moltissimo. Intanto mi godo la mia bella Kubuntu.